AMBIENTE


CENNI STORICI SULLA RISERVA NATURALE SENTINA  DI SBT

 

 

L’AREA della Sentina,prossima al confine tra Marche e Abruzzo,costituisce un complesso costiero di grande valenza storico-geografica unitaria fin dall’antichità.
Documenti storici ed archeologici,confermano che il fiume Tronto ha unito e non diviso i due territori.Tale unità è testimoniata da rinvenimenti di strutture di epoca romana attribuibili verosimilmente ad edifici e strade della città di Truentum,dalle numerose iscrizioni truentine rinvenute,da studi e ricerche inerenti l’insediamento delle genti preromane nella valle.
Studi recenti hanno rilvelato anche scambi commerciali e culturali tra i Micenei e le popolazioni locali nelquattordicesimo e tredicesimo secolo a.c..
Successivamente l’area è stata colonizzata dai Liburni,cosi come riferisce Plinio:“Truentum cum amne quod solum Liburnorum in Italia reliquum est” e cioè”la città di Truento è l’unica memoria rimasta in Italia delle colonie fondate dai Liburni”.A questa popolazione si attribuisce tanto il nome del fiume che la fondazione della città e del porto

IL TERRITORIO

PER un tratto di circa 1,7 km,la zona immediatamente a Nord della foce del fiume Tronto risulta costituita da un cordone sabbioso con morfologia di duna piatta,dietro la quale si rinvengono piccoli lembi di ambienti umidi salmastri e di praterie salate.
Dall’analisi di antichi documenti,si evince che in località la Sentina vi era un bacino lacustre (“Topografia dello stato d’Ascoli della Marca,1860″) che a causa di successive urbanizzazioni ed opere di bonifica è gradualmente scomparso. A ciò si aggiunge la riduzione della falda di acqua dolce,con conseguente risalita del cono salino dovuto ai numerosi attingimenti a scopo industriale ed agricolo,che caratterizzano il corso medio inferiore del fiume Tronto.
Gli studi testimoniano in maniera univoca la straordinaria importanza naturalistico-ambientale di questa area.Infatti il biotopo presenta ancora un’eccezionale rilevanza floristica e biogeografica per le Marche,e più in generale per il settore centro meridionale adriatico italiano
Oltre che per la vegetazione,notevole è l’importanza dell’area per l’avifauna migratoria,essa costituisce infatti uno dei pochissimi punti di sosta per i migratori tra il Gargano e le zone umide emiliane,tanto da essere riconosciuta,con deliberazione di Giunta Regionale n.1701/2000 come “ZONA DI PROTEZIONE SPECIALE-ZPS (Direttiva Uccelli 79/409/CE)”.
A testimonianza di ciò la Regione Marche include parte dell’area nell’elenco delle Aree Floristiche Protette e ne individua,attraverso l’approvazione del Piano Ambientale Regionale,i vincoli ambientali e un “Sito di importanza comunitaria-con sigla pSIC (IT5340001)-Litorale di Porto d’Ascoli” da inserire nella rete NATURA 2000.
L’area della Riserva naturale è occupata per la quasi totalità da territorio agricolo caratterizzato dalla presenza delle tipiche case rurali marchigiane.Nella parte Nord-Est dell’area i coltivi lasciano spazio ad un’ area in cui si ritrovono alcuni specchi d’acqua che,rispetto alle originarie dimensioni,risultano ridotti.

ASPETTI DELLA FLORA

La flora che si rinviene nella Riserva non presenta specie tali da poterle ritenere in assoluto rare in quanto la maggior parte è ampiamente distribuita nel Mediterraneo,alcune anche lungo le coste atlantiche.

La particolarità di questa flora è rappresentata dalla presenza di alcune specie che hanno avuto difficoltà a riprodursi in altri siti della costa adriatica,a causa della forte antropizzazione subita dai delicati ambienti dunali e retrodunali.La conservazione risulta prioritaria per quelle specie vegetali inserite nella scheda descrittiva del pSIC (NATURA 2000): Agropyron pectinatum, Artemisia caerulescens, limonium vulgare, Oenanthe lachenalii, Rorippa palustris var., Pupilla, Salicornia patula. 

ASPETTI DELLA FAUNA

Nel territorio della Sentina risultano presenti 143 specie di uccelli (32 sono incluse nell’allegato I della DIRETTIVA UCCELLI e 70 rientrano negli elenchi delle specie di interesse conservazionistico in Europa-SPEC-;14 specie di mammiferi;5 specie di rettili;3 specie di anfibi;6 specie di pesci (considerando solo quelli di acqua dolce);per un totale di 171 specie,compresi gli uccelli migratori e non nidificanti.Una presenza faunistica estremamente importante è rappresentata dal rospo smeraldino (bufo viridis) che risulta molto raro nel resto del territorio regionale.

 

 

 


 

 
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